A chi mi chiede di dove sono rispondo sempre: veneta di nascita, bolognese d’adozione e torinese per scelta.

Nata e cresciuta a Vicenza, infatti, dopo il liceo linguistico mi sono trasferita a Bologna per studiare Lingue e letterature straniere (e per bere birrette seduta sui sampietrini di Piazza San Francesco, lo ammetto). Ho sempre avuto un grande talento per la scrittura, bilanciato però da una scarsa dose di fantasia. È per questo che, quando ho incontrato la traduzione letteraria, non ho più avuto dubbi sul mio destino: avrei scritto i libri degli altri.

Ho quindi lasciato a malincuore i miei amati portici rossi e mi sono trasferita a Torino, dove ho adottato Elio, il mio dolcissimo gatto ficcanaso, e conseguito la laurea magistrale in Traduzione con il massimo dei voti.

Nel frattempo, desiderosa di sporcarmi le mani il prima possibile, nel tempo libero ho seguito diversi corsi di traduzione dal taglio più pratico, lavorando soprattutto con inglese e spagnolo. Tra tutti, quello che mi ha lasciato di più è stato il corso tenuto dalla straordinaria traduttrice Ilide Carmignani, a cui devo una parte importante della mia formazione.

Nello stesso periodo, non contenta, ho partecipato anche a numerosi corsi professionalizzanti di editoria, tra cui quelli di Scuola Belleville, dell’associazione culturale Grió e dell’agenzia letteraria Herzog. Così, al mio amore per la traduzione si è aggiunta la passione viscerale per il mondo dell’editing e della correzione bozze. Guidata da questo sentimento ho iniziato a darmi da fare, riuscendo, non senza qualche fatica, a svolgere prima tirocini e poi collaborazioni lavorative sul campo.

Negli anni ho potuto collaborare con realtà editoriali come Edizioni Primavera, Canicola Edizioni, ADD editore, Milano edit e Blackie Edizioni, lavorando su molti libri come correttrice di bozze, editor o traduttrice. Nel 2026 sono entrata a far parte dei soci aggregati di AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti).

Parallelamente, ho sempre nutrito un sentimento speciale per la poesia. Ne leggo moltissima, ne scrivo quanto basta e faccio parte del panorama italiano di poetry slam (poesia performativa). È uno spazio molto diverso dal lavoro editoriale, ma complementare: mi ricorda continuamente quanto la lingua sia viva e in costante trasformazione. Sto ancora cercando di capire dove schierarmi nel sempreverde dibattito sulla traduzione poetica.